Colle d’Esischie

La strada del Colle d’Esischie venne percorsa soltanto una volta dalla carovana del Giro d’Italia ed oltretutto in discesa, nell’anno 2003, mentre nel 1999 i corridori vi passarono in prossimità, in direzione del colle Fauniera, ma senza percorrerlo.

Il 2003 fu l’ultimo anno in cui il Giro d’Italia potè raccontare le gesta di Marco Pantani, ed in quell’anno il colle di Esischie fu la Cima Coppi della corsa rosa edizione n° 86.
Anche in questa rassegna le salite cuneesi risultarono essere decisive sul risultato finale, e la fatica della salita da Castelmagno ed il maltempo con grandine e nevischio incontrato sul percorso consacrarono Gilberto Simoni la nuova stella del ciclismo italiano.

A metà della Valle Maira, dal centro abitato di Ponte Marmora, si svolta a sinistra in direzione di Marmora e si imbocca la salita del Colle di Esischie. Fin da subito la strada si presenta stretta e con pendenze importanti: si percorrono i km fino all’abitato di Marmora, in una gola molto stretta e selvatica, attraversando affascinanti gallerie all’interno della roccia.
Poco prima della frazione di Marmora si lascia sulla destra il vallone del Preit che porta al panoramico pianoro della Gardetta, e si prosegue ora sulla destra orografica della valle, attraversando gli ultimi abitati.
Dopo Tolosano, la strada, inizialmente in una zona boschiva che salendo diventa sempre più rada e lascia spazio alle radure alpine, alterna tratti con pendenze superiori al 10% con altri più pianeggianti che permettono di rifiatare ed ammirare l’imponenza del Monviso.
Nella seconda parte della salita il fondo stradale si presenta a tratti accidentato, ma la bellezza del paesaggio lo fa dimenticare velocemente ed in men che non si dica, si raggiungono i 2.370 mt della vetta affascinati da una panoramica visuale sulla Valle Grana.

La conformazione della Valle Maira, molto stretta e selvatica, sono state croce e delizia della vita in queste terre. L’isolamento stesso, unito alla vicinanza del Marchesato di Saluzzo e dell’oltralpe francese, hanno permesso uno sviluppo artistico ed architettonico autoctono e molte opere sono oggi tutelate.
La forte presenza Occitana è focolare vivo di forti tradizioni culturali di origine religiosa ma anche profana.
Infine si possono visitare i musei degli antichi mestieri, tra i quali la lavorazione dei capelli ad Elva e degli acciugai della Val Maira.

Mappa del percorso

Profilo Altimetrico

Dati sull’itinerario

  • Distanza: 21km

  • Dislivello: 1.730 mt

  • Pendenza media: 7,9% – massima: 18%

  • Difficoltà: elevata

Contatti

+39.0171 904006