Colle di Sampeyre

Le tappe del giro d’Italia che hanno visto la scalata al Colle Sampeyre non sono mai state fortunate dal punto di vista meteorologico.
Nel 1995 la 19° tappa, che prevedeva la scalata del Colle Sampeyre, del Colle dell’Agnello con arrivo al Col de l’Izoard in Francia venne fermato a Chianale perché delle slavine di neve bloccarono la strada prima del confine francese.
Nel 2003 il nevischio e la grandine furono gli arbitri della 18° tappa che prevedeva la salita al col d’Esischie, del Colle Sampeyre con l’arrivo a Chianale: quel giorno si spense definitivamente la stella di Pantani, mentre si consacrò definitivamente campione Gilberto Simoni.

Il colle di Sampeyre si trova sullo spartiacque tra la Valle Maira e la Valle Varaita, e la rotabile che ad esso arriva partendo dal paese di Sampeyre venne costruita nel 1940 per esigenze belliche.
Percorrendo la Valle Varaita e giunti nell’abitato di Sampeyre, si svolta a sinistra imboccando una stradina con un breve tratto in discesa, fino al ponte sul Varaita, dopo il quale inizia la salita.
Tutta la strada si distingue per la regolarità della sua pendenza, sempre sul 8% – 9% con rari tratti sopra il 10% e punta massima al 14%, ma gli splendidi panorami con al centro il “Re di Pietra” delle Alpi Cozie, il Monviso, rendono meno dura la scalata.
Quasi tutto il tragitto è immerso in una natura boschiva, prima di latifoglie e poi salendo di aghifoglie fino quasi alla vetta, dove una piccola statua votiva alla Madonna indica il termine della salita.

Agli scatti in salita dell’ormai consacrato campione Marco Pantani si unirono le gesta in discesa del talento Savoldelli. In cima al Fauniera, Pantani scollinò con quasi 2 minuti sui diretti avversari, ma nella discesa del Vallone dell’Arma in direzione di Demonte, il funambolo Savoldelli recuperò quasi 3 minuti, raggiunse il “Pirata” e lo staccò, arrivando in solitaria a Borgo San Dalmazzo con un vantaggio di quasi 2 minuti.

Le attrazioni turistiche della valle Varaita sono diverse: dalla cultura occitana e sue tradizioni quali la Bajò, rievocazione storica quinquennale del carnevale, all’evoluzione millenaria dell’architettura montana, ai sapori e profumi della cucina tipica valligiana.

Mappa del percorso

Profilo Altimetrico

Dati sull’itinerario

  • Distanza: 21km

  • Dislivello: 1.730 mt

  • Pendenza media: 7,9% – massima: 18%

  • Difficoltà: elevata

Contatti

+39.0171 904006